“Sono solamente soldi”

Non so voi, ma io ho una qualche difficoltà a immaginare cosa significhi la caduta dell’euro. Certo, gli stati nazionali indebitati vanno in default (dichiarano bancarotta)e non onorano più gli oneri finanziari, cadono delle teste nei governi e nelle istituzioni monetarie nazionali e internazionali, i risparmi e in generale i crediti sono a rischio, ma non è solo questo, non può essere solo questo. Continua a leggere ““Sono solamente soldi””

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3. Come sbarazzarsi di un limone senza farsi arrestare

Se c’è una cosa che non sopporto della nostra casa è la mia pigrizia. La sistematica negligenza con cui fingo di non vedere le piccole faccende quotidiane innesca tutta una serie di fastidi che la trasformano in una prateria di disordine sconfinato in cui galoppa la mia arteriosclerosi. Niente di che, lo so, ma abbastanza per vivere piuttosto scomodi. Per questo cerco di approfittare di ogni minima occasione per tendere trappole alla mia pigrizia e porre fine almeno a qualcuno di questi fastidi. L’altro giorno, ad esempio, ho avuto una visione: se sbrino il frigo posso alleggerirne il lavoro del  motore elettrico e liberarmi dell’eterno ronzio da sovraccarico! una intuizione entusiasmante, che mi ha regalato l’ebrezza di sbarazzarmi anche di quel migliaio di tubetti, mostarde e marmellate che svernano da mesi nelle sue segrete. Ok, non l’ho sbrinato, però l’ho fatto sbrinare alla santa donna che ogni settimana viene a salvarci dallo sporco impossibile per il nostro bel poltrire. Continua a leggere “3. Come sbarazzarsi di un limone senza farsi arrestare”

2. I conti senza tasca

Gli astri nascenti sono piccoli e delicati. Se non stai attento li puoi confondere con le meteore o, peggio, con le stelle adulte, che so? una nana gialla, che forse i bambini non lo sanno ma rilucono di luce morta. Sì, insomma, le stelle sono come le nuvole: ci puoi giocare, guardarle e riguardarle, vederci i disegni e se sei bravo  puoi trarne persino delle profezie (meglio se sai leggere a volo d’uccello). Le puoi anche contare se vuoi, al massimo ti viene sonno, ma stai pur tranquillo che se le distruggi no, non è stata la fantasia.
Twitter è un po’ così: un gioco informe, intatto, ma scompigliabile dal vento. E come tutti i giochi va preso sul serio, pena non riuscirci a giocare. Continua a leggere “2. I conti senza tasca”

1. La caffettiera del masochista

L’estate fresco-torrida è arrivata, i tweet impazzano febbrili nelle timeline,  sulle spiagge, nelle baite, negli autogrill o a casa vostra in mutande & canottiera, in tutti i laghi e in tutti i luoghi. Potevamo non farci trovare pronti? Sì, ovviamente, anzi: è capitato quasi sempre. Ma stavolta no: contro ogni pronostico, a partire da questo post iniziamo ad abbozziamo le idee che possono tornare utili per orientarsi sul tema della scrittura geolocalizzata. Usciranno un po’ a casaccio, in un disordine ordinato, ve ne farete una regione. Continua a leggere “1. La caffettiera del masochista”

Bolle sgonfie

Da giovane mi sono innamorato di alcune idee economiche molto semplici ma non per questo meno temerarie:

il mercato va bene ma non è affatto autoregolato: essendo fatto di boom e crolli, molto meglio riequilibrarlo con un meccanismo di drenaggio che sgonfi le bolle prima che esplodano. Come? Incorporando nella moneta un tasso negativo, istituendo infine una fiscalità volontaria, solidale e consapevole.
Ci lavorammo insieme, un gruppo di amici, imparando molto, sperperando molto, con la generosità che salva gli incoscienti. Continua a leggere “Bolle sgonfie”

discorsi un po’ del cassero


« Ond’io, che solo innanzi a li altri parlo,
ti priego, se mai vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,
che tu mi sie di tuoi prieghi cortese
in Fano, sì che ben per me s’adori
pur ch’i’ possa purgar le gravi offese. »
(Purgatorio V, 67-72)
[post lungo in cui in un gioco di malta e cazzuole l’editore si chiede dove va a posizionarsi questo libricino sulla grande mappa della transizione al digitale][disclaimer: la curatrice del libro di cui straparlo in queste note condivide, dissociandosene per ampi tratti, le sorti della baracca qui, dettaglio che andrebbe senza indugio annoverato tra quelli in cui sta ormai da tempo il diavolo]

[ah, collaboro anche con l’editore altro, quello che lo ha dato alle stampe, su progetti di marketing editoriale]

 

La regola aurea scolpita nel basalto recita così: ci sono tre cose di cui un editore digitale dovrebbe evitare di parlare nell’ingannare il proprio tempo:
1. la morte del libro
2. la chiusura delle librerie indipendenti
3. i libri in uscita legati (a qualunque titolo) al digitale.
Io me ne guardo bene da un pezzo, non fosse che un’altra regola aurea un po’ più aurea delle altre stabilisce che ogni regola aurea incontra prima o poi le forche caudine che più le si attagliano: nel mio caso l’uscita per i tipi di mondadori di 2012 cose da fare prima della fine del mondo.

Mitologie marginali ::: Pinot Gallizio visto da Flaminio Gualdoni :::

C’è una mitologia marginale, che alita intorno alla fi­gura di Pinot Gallizio. Pittura industriale, caverna dell’antimateria, diario emozionale… dietro pochi lavori, l’ansia di porre e dipanare contraddizioni. I termini sono punto zero, lavoro, non valore, macchinismo, sperimentare, era atomica, uomo di domani, società, libertà. Gallizio, Gibigianna II, 1960 Gallizio costruisce utopie, è tenace nel crederle, […]