tutta Taranto in una poesia di Bolaño

A quel tempo avevo vent’anni
ed ero impazzito.
Avevo perso un paese
ma avevo guadagnato un sogno.
Se possedevo quel sogno
il resto non importava.
Né lavorare né pregare
né studiare all’alba
insieme ai cani romantici.

E il sogno viveva nel vuoto del mio spirito.
Una stanza di legno,
in penombra,
in uno dei polmoni del tropico.
A volte mi rigiravo dentro me stesso
e visitavo il sogno: statua  resa eterna
da pensieri liquidi,
un verme bianco si contorceva
nell’amore.
Un amore sfrenato.
Un sogno dentro un altro sogno.
E l’incubo mi diceva: crescerai.
Ti lascerai dietro le immagini del dolore e del labirinto
e dimenticherai.
Ma in quel tempo crescere sarebbe stato un delitto.
Sono qui, dissi, con i cani romantici
e qui rimarrò.

Roberto Bolaño

La prima volta a Taranto ero un angelo diseredato. Lucifero senza terra, portavo in dote mezzo sigaro e quattro lettere da incidere all’ombra dei giardini. Le ciminiere sul mare una morte intatta da rimuovere. Un anno fa le avrei riviste, nel doppio taglio del cimitero, la polvere rossa a intaccare tutto, più delle unghie e del sangue. Ma questa volta una morte, capivo, l’avrei tenuta dentro viva all’amore per sempre. Fuori, solo i mille occhi bianchi dei cani abbandonati. Anche a Katmandu ci sono cani così, ma qui è un liberi tutti più rassegnato: là è una convivenza sottratta, per assuefazione millenaria, come se la città dei templi e delle scimmie, ai piedi della montagna, non appartenesse neanche agli uomini.

Qui, invece, i cani sono bianchi, la vita sembra estinta e un cecchino saluta dalla cima di un altoforno. Qui gli abitanti infestano la città, come si nutrissero di gusci, di occhi e di sterpaglie e i cani sono banditi, impediti al pasto umano, confinati in una landa disattesa. Ci provassero, a oltrepassarla, quella soglia, verrebbero percossi a sangue, i vinti dei vinti.

Cavalcando verso il mare me lo rivelò un giorno Amalfitano tenendomi al lazo della sua follia: “I cani non sono mai pronti per la rivolta e le ciminiere solo un buon posto per legarli alla catena. L’ignoranza e i soldi sono grembo fertile per la morte”.

 

photocredit

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