::: Scrivete! :::

------------>"Hai saputo?" <------------ "Cosa?"-----------------> "È arrivato" <-------- "Chi?" ------> "Il momento"

Tradizione vuole che il writecamp  si apra con un mio intervento “che non si capisce”. Quest’anno ho rinunciato, preferendo mettere in scena una scrittolettura. È il testo che segue. Interprete a sorpresa (per lui, che non lo sapeva) @azael, che ringrazio di cuore. L’idea è quella di incoccare la scrittura nel suo farsi: la lettura segue, dettata dalla voce scrivente (Carmelo Bene è pazzo). gz Continua a leggere “::: Scrivete! :::”

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::: il libro senza catalogo :::

"I force myself to contradict myself in order to avoid conforming to my own taste" (Marcel Duchamp)

[in esclusiva mondiale, la mia prefazione-invito alla crocifissione di Mario Pischedda]

::: Cahier de Pischedda ::: stati di morte apparente, verso la scrittura di Mario Pischedda

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due anni dopo

due anni dopo / ancora quella faccia

Due anni fa al Writecamp  ci eravamo detti che l’editoria digitale non è semplicemente data dal passaggio agli ebook ma ha soprattutto a che fare con l’integrazione di lettura e scrittura in un’unica modalità iper connessa. Allora sembravamo piovuti da Marte, ma forse questi due anni non sono passati invano.

Proviamo ad allineare alcuni elementi:

Siamo talmente abituati a un flusso che anche le grandi narrazioni non finiscono più (per cui Batman muore ma non muore, robe così) Continua a leggere “due anni dopo”

::: Come si attraversa Milano in bicicletta :::

pedalando Buzzanca

Non lo so. Ma so che quando gallizio ieri mi ha posto la domanda, ho pensato al perché oggi io mi muova per Milano soprattutto in bicicletta. È certamente una cosa buona muoversi in bici: nel mio caso questa decisione ambientalista, intelligente, altruistica, nasce da profondi, schifosi, laidi egoismi. Non sono certo il primo a ricordare che dai propri egoismi possano venire cose buone: e in questo caso la mia mobilità a due ruote arriva da schifezze come superbia, avarizia, accidia e gola. Siamo quindi nel campo dei peccati capitali ritenuti individualmente sconvenienti da qualche millennio, che però oggi, riciclati, portano a qualcosa di positivo collettivamente. Continua a leggere “::: Come si attraversa Milano in bicicletta :::”

::: bisogna imparare a piovere :::

chi si ferma è per dito

L’arte, come la poesia, piove dal cielo.
Poi un giorno arte e poesia si tamponarono
e nacque la piovart

gallitio & azael

L’infezione

*Poesia nella quale il poeta allestisce una mostra personale di scatti

su carne inaugurando il movimento suppurealistico della piovart

Guarda,
nelle pareti della mia gola
ho attaccato duecentosedici foto
e relative cornici
il grosso problema è stato trovare i chiodi da gola
ho chiesto al rivenditore che aveva trattato l’affare
crocifissione
per il cliente Figlio di Dio Continua a leggere “::: bisogna imparare a piovere :::”

::: Extreme Fixover :::

Marina Abramovic, Self-portrait with Skeleton

in principio era il software e il software era presso dio.

E il software si fece hardware e le cose si complicarono ancor più.

c’è un bug
ci sono stati due crash
il rischio è il default

we have to fix it
è una questione da geek -> mettere le mani sull’hardware

Salvatore Iaconesi sceglie un approccio openhardware

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::: open up your brains :::

“Meraviglia!”, mi dice sempre, con la sua voce crepasmalti da derviscio.
Devo molto a Salvatore Iaconesi, l’unica persona che conosco in grado di rendere divertente anche lo scacciafighismo geek più sfrenato.
Ha il talento della semplicità inarrestabile che dischiude l’inaccessibile:
chiuso / “Meraviglia!” / [risata] / aperto.Semplice, no?
No, ma con lui sì: facile arrivare alla cosa stessa della cosa.
Ogni volta trova il modo di insegnarmi qualcosa. qualcosa di decisivo. Lo penso da sempre, senz’altro da quando mi ha insegnato con la FakePress crew che cos’è uno spazio di pubblicazione. Anche ieri, ovviamente. Ieri l’ho sentito per ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per pleens (incomprensioni comprese 🙂 Continua a leggere “::: open up your brains :::”