::: Scrivete! :::

------------>"Hai saputo?" <------------ "Cosa?"-----------------> "È arrivato" <-------- "Chi?" ------> "Il momento"

Tradizione vuole che il writecamp  si apra con un mio intervento “che non si capisce”. Quest’anno ho rinunciato, preferendo mettere in scena una scrittolettura. È il testo che segue. Interprete a sorpresa (per lui, che non lo sapeva) @azael, che ringrazio di cuore. L’idea è quella di incoccare la scrittura nel suo farsi: la lettura segue, dettata dalla voce scrivente (Carmelo Bene è pazzo). gz

 

Scrivete! scrivete!
Una volta a scuola ci sgridavano se magari scrivevamo, chini sul foglio o sul quadernetto, le mani impiastricciate d’inchiosto, mentre la prof spiegava.
Ora no! Scrivete, twittate, ritwittate: non prestatemi attenzione.
Scrivete, fotografate, like-ate, fate altro: tutto pur di non cadere nel tranello dell’ascolto.
Scrivete, scrivete come sto scrivendo io questo scritto, nel suo farsi scrittura. Sentitelo, origliate, non ascoltate la lettura. O meglio! Ascoltate, nella lettura, la prevalenza della scrittura: sempre si scrive-legge e si legge-scrive.
Bucatela, questa bolla di ascolto. Scrivete, scriviamo, e ritwittate.
E allora all’assalto: Scrivete! scrivete! Dipanàtevi! Qualcosa resterà. O forse no.

La sentite? È la grande rivincita della scrittura, il trionfo delle scritture.
A vincere è il dato assoluto: scriviamo ASSOLUTAMENTE, non importa COSA -[pausa] SI SCRIVE.
La scrittura è il messaggio. A prescindere dallo scritto.
Contano le scritture nel loro farsi,
Scritture istantanee, sempre nell’istante, gravide di effetto annuncio.
come se fossero sempre cariche di futuro:

–> “Hai saputo?”
<— “Cosa?”
–> “È arrivato”
<— “Chi?”
–> “Il momento”

Un futuro imminente, tutto da scrivere ora, in questo suo continuum del farsi scrittura, del suo farsi senso del mondo, in gioco.

Scrittura che annette e connette, annesso e non concesso il senso del mondo.

Il self-publishing
scritture affioranti, abbondanti.
Scrivete scrivete, se non vi bastano 140 caratteri scrivetene altri 140,
ché twitter è una metrica, non una gabbia in 140 sbarre.
Scrivete, scrivete, siate immondi:
riempitele di kappa ansimanti, frenetiche, aspirate gli spazi a guadagnar caratteri. Battetelo! Il dente, sulla lingua:
succhiatele, le parole. Guastatene il senso, inventatelo: che ha da rimanere viva la lingua, una lingua guasta e irreparabile. Ma viva.
Scrivete, scrivete: in ogni momento milioni di persone scrivono, non importa cosa.
un impeto insopprimibile, una coazione collettiva e individuata a scrivere:
anche guidando scriviamo.
O forse stiamo semplicemente ri-scrivendo il codice della strada.

Scompare il blocco da pagina bianca alla fine un cumulo di pagine bianche fa il libro
rumore bianco da nonleggere
orfano delle scritture.
Su tutto, la voce che si fa scrittura:
Siri e i suoi surrogati, i sistemi di riconoscimento vocale.
Facciamoci riconoscere: Adesso forse sta prendendo forma l’avventura dell’intelligenza artificiale.
Voce, dicitura, scrittura: In movimento. Sempre connessi. È il momento: la voce che si fa scrittolettura. Un po’ formula magica, un po’ “apriti sesamo!”, un po’ specchio delle mie brame.

scritture che affiorano e fioriscono leggere,
impermanenti.
Storie evanescenti ma imperiture.
Romanzi sterminati che continuano. Vanno oltre la fine, verso la fine delle fini.
Impensabile leggerle, impensabile pubblicarle.

se non col self-publishing, appunto: l’autopubblicazione.
Intrecci di narrazioni sospese, ancora in attesa di un genere letterario.
Narrazioni dettate da dentro, dettate dalla voce:

–> “Hai saputo?”
<— “Cosa?”
–> “È arrivato
<— “Chi?”
–> “Il momento”

 

[photocredit: Alessio Jacona]

(il dialogo tra le frecce è tratto della rubrica di ieri di Alessandro Bergonzoni su “il Venerdì di Repubblica”)

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5 pensieri su “::: Scrivete! :::

  1. oh…
    dunque, una coazione collettiva. E non importa l’ascolto.

    ”scritture che affiorano e fioriscono leggere,
    impermanenti.
    Storie evanescenti ma imperiture.”

    mi hai messo un pò in crisi. Preferivo che fossero solo evanescenti. Anzi: necessariamente evanescenti.
    ”Imperiture”implica una responsabilità che finora non riconoscevo a ”questa” scrittura. E’ molto impegnativo il tuo ragionamento e richiede una sosta di riflessione su quel ”scrivete, scrivete, scrivete”.
    grazie di questa occasione.

  2. bucare la bolla dell’oralità ipnotica: trattenere l’intrattenitore donando il disincanto al serpente. Sì, Stefania: mi colpisce l’accorciamento del tempo di latenza tra scrittura e lettura.
    Scrivere connessi rende replicabile all’istante ogni passo: scriveleggere e leggescrivere: lettore e scrittore coincidono. la voce annega nella scrittura che dilaga.

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