Un uomo solo ha il comando

[Lo spoiler è negli occhi di chi guarda]

Può un uomo essere infinitamente giusto?
No, ma può esserlo finitamente, può esser giusto fino al deliquio, sino alla follia.
Locke è un uomo solido, non a caso tiene saldo il volante per tutti gli 84 minuti di film. Locke è in tempo, reale.

Un uomo solo ha il comando, la notte più importante della sua vita, senza averlo deciso prima, ovvio.
Certo, ha sbagliato, eppure avrebbe tutte le vie d’uscita del mondo: l’acme della sua carriera professionale, quando è il punto di riferimento assoluto per il cantiere nel Mayday, due donne lo aspettano ma sembrano quasi aver già deciso che lui non verrà. Eppure lui, inascoltato, risponde.

« Vieni? »
« Certo che vengo. Il traffico è scorrevole, un’ora e mezza e sono lì »

La notte perfetta per perdere tutto. Il puro folle. Nell’impossibilità di stabilire un prius, Locke ha deciso di rispondere infinitamente di sé, come dettato da una meta-responsabilità che gli fa abdicare a tutto il resto: lavoro, famiglia, futuro.
Irresoluto, il Talmud di Babilonia: Se io non rispondo di me, chi risponderà di me? / E se rispondo di me, sono ancora io? 

Nessun uomo è capace di rispondere a questo rispondere. Bartleby scuote la testa impotente, la formula della creazione è al tramonto, nella notte in cui tutto diventa (im)possibile.

La forza di strittura, la capacità di legarsi (anche alla parola), resta in rapporto con ciò che c’è da legare.
Che fare?
La pulsione d’impresa è la pulsione delle pulsioni. Innanzitutto occorre trattare il sacrificio come un animale ombroso, togliergli il giogo, che ora non serve più. (…) Qual è il sottinteso? Che la verità è uno stato innaturale per l’uomo.

C’è vita quando qualcosa è sempre anche qualcos’altro.

Guardarsi dentro fino al parossismo. Rispondere per quel bastardo di tuo padre, rispondere perché tuo figlio non sia un bastardo come te. “Ora io sono colui che veramente sono”.

La follia è sempre lucida. La parola non elucida se stessa, non diviene: la parola è.
E Locke ha una parola sola, Locke È una parola sola: si fa portatore di una parola sola per quello che è. Folle.

« Papà vieni a casa? »
« Certo che vengo a casa, dove vuoi che vada? »
« La mamma dice che non torni più »
« Ci vediamo domani mattina »

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