::: extra time ::: j’adore la peau lisse

Se c’è l’odore, ci sono io, gli animali, i mancati denti del giudizio, i palindromi, il mare (Le propre, La peau douce)

Lunga sulla sabbia, pancia in giù, faccia schiacciata sul braccio. E là che lo sento forte: piega del gomito. L’odore. Funziona così, dalla prima primavera all’ultimo autunno, al mare. Io lavoro con gli animali. Non gli animali che regaliamo a bambini crudeli, vittime di soprusi (gli animali). Animali da reddito, vittime di soprusi (gli animali e anche il reddito). Continua a leggere “::: extra time ::: j’adore la peau lisse”

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precari senza orologio

C’è un piccolo esercito di persone che, senza dichiarare guerra a nessuno, ha scelto quello che, quando imposto, viene definito precariato. Sono una di loro e lo sono soprattutto perché l’idea di dovermi alzare la mattina per vestirmi e scaraventarmi in un altro posto dove stare per un tot di ore senza poter uscire mi è sempre sembrata strana. Non noiosa, faticosa o pesante: strana. Non vedo niente di male nel vendere il mio tempo, le mie capacità e la mia disponibilità: trovo solo strano doverlo fare in un posto altro, spesso rumoroso e abitato da persone che mai avrei scelto di frequentare e doverlo fare in un tempo preciso, non entro un tempo preciso come sarebbe naturale. Continua a leggere “precari senza orologio”

4 e 2 sei –> the King is gone

Scorro velocemente i miei proclami:

“Tranquilli, vi pubblicherò tutti”

“il Self-Publishing è come stampar moneta”

Chi scrive millanta. E se l’autore millanta, l’editore non è altro che il pusher, il portatore malsano, l’emittente in prodotti derivati tossici di questo millantare.

L’editore nonlegge, figuriamoci se pubblica. L’editore è una brutta persona, l’editore è blasfemo, si nasconde, l’editore sfugge e si mimetizza. L’editore non ha un catalogo: bleffa, è evidente che bleffa.
Forse è venuto il tempo di fare un po’ meno sul serio. Visto che è oggi, voglio farmi un regalo di compleanno: pubblicarvi tutti, vedere come pubblicarvi tutti. Continua a leggere “4 e 2 sei –> the King is gone”

50 sfumature di #pms

L’aspetto più interessante di lavorare al lancio di un libro come 50 sfumature è la possibilità di leggere e interpretare tutte le reazioni senza la preoccupazione che critiche, polemiche e stroncature possano influire sul modo in cui i lettori vivranno il libro. La trilogia è stato immediatamente amata da milioni di lettori in tutto il mondo e le stroncature (numerose, virulente, orgogliose) non hanno fatto altro che consolidare la community delle innamorate di Christian Grey, un clamoroso caso di bonding letterario (ah ah). Continua a leggere “50 sfumature di #pms”

4. Quotarsi al buio, o il paradosso di Facebook

 

“La galleria è una notte per gioco,/

è corta corta e dura poco.//

Che piccola notte scura!/

Non si fa in tempo ad avere paura.”

Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Torino, 1960

e Luca Andreoni,  Tunnel, 2005-2006

 

Una galleria, di notte, sospesa in mezzo all’autostrada. Magari ti ci avventi incontro ai centocinquanta all’ora, le ruote che pulsano ipnotiche sulle intercapedini del viadotto, il cemento ti mozza il respiro e PAM! sei dentro, solo buio, anche di giorno. Ad aumentarlo, le lame di luce rasentano l’occipite in un singulto a raffiche, per finire affondate nel pozzo che pulsa là in fondo: l’uscita, corpo abbagliante in una promessa di cecità. Continua a leggere “4. Quotarsi al buio, o il paradosso di Facebook”

3. Come sbarazzarsi di un limone senza farsi arrestare

Se c’è una cosa che non sopporto della nostra casa è la mia pigrizia. La sistematica negligenza con cui fingo di non vedere le piccole faccende quotidiane innesca tutta una serie di fastidi che la trasformano in una prateria di disordine sconfinato in cui galoppa la mia arteriosclerosi. Niente di che, lo so, ma abbastanza per vivere piuttosto scomodi. Per questo cerco di approfittare di ogni minima occasione per tendere trappole alla mia pigrizia e porre fine almeno a qualcuno di questi fastidi. L’altro giorno, ad esempio, ho avuto una visione: se sbrino il frigo posso alleggerirne il lavoro del  motore elettrico e liberarmi dell’eterno ronzio da sovraccarico! una intuizione entusiasmante, che mi ha regalato l’ebrezza di sbarazzarmi anche di quel migliaio di tubetti, mostarde e marmellate che svernano da mesi nelle sue segrete. Ok, non l’ho sbrinato, però l’ho fatto sbrinare alla santa donna che ogni settimana viene a salvarci dallo sporco impossibile per il nostro bel poltrire. Continua a leggere “3. Come sbarazzarsi di un limone senza farsi arrestare”