biglietto lasciato prima di nonpartire

The Publisher was here

L’editore va a New York. Forse.

Rispetto alla traversata di Philip Petit del ’74 devo riconoscere che le incognite sono indubbiamente aumentate.
Lui aveva potuto contare su: un filo, le torri gemelle e lo skyline di Nouva York come spazio di pubblicazione. Continua a leggere “biglietto lasciato prima di nonpartire”

::: Scrivete! :::

------------>"Hai saputo?" <------------ "Cosa?"-----------------> "È arrivato" <-------- "Chi?" ------> "Il momento"

Tradizione vuole che il writecamp  si apra con un mio intervento “che non si capisce”. Quest’anno ho rinunciato, preferendo mettere in scena una scrittolettura. È il testo che segue. Interprete a sorpresa (per lui, che non lo sapeva) @azael, che ringrazio di cuore. L’idea è quella di incoccare la scrittura nel suo farsi: la lettura segue, dettata dalla voce scrivente (Carmelo Bene è pazzo). gz Continua a leggere “::: Scrivete! :::”

::: il libro senza catalogo :::

"I force myself to contradict myself in order to avoid conforming to my own taste" (Marcel Duchamp)

[in esclusiva mondiale, la mia prefazione-invito alla crocifissione di Mario Pischedda]

::: Cahier de Pischedda ::: stati di morte apparente, verso la scrittura di Mario Pischedda

Continua a leggere “::: il libro senza catalogo :::”

dei conflitti d’amore fraintesi come conflitti d’interesse

alla fine si è autopubblicata: l’articolo di Mafe de Baggis compare solo qui, da questo momento e per 24 ore in esclusiva per gallizio editore, poi da domani sarà scrittoleggibile ovunque: su Rakam, come feuilleton estivo allegato a “Le novelle dell’infanta”, gracidato nei fossi dalle rane, decantato dal banditore di Marsiglia (uno che di soap opera […]

Bolle sgonfie

Da giovane mi sono innamorato di alcune idee economiche molto semplici ma non per questo meno temerarie:

il mercato va bene ma non è affatto autoregolato: essendo fatto di boom e crolli, molto meglio riequilibrarlo con un meccanismo di drenaggio che sgonfi le bolle prima che esplodano. Come? Incorporando nella moneta un tasso negativo, istituendo infine una fiscalità volontaria, solidale e consapevole.
Ci lavorammo insieme, un gruppo di amici, imparando molto, sperperando molto, con la generosità che salva gli incoscienti. Continua a leggere “Bolle sgonfie”

discorsi un po’ del cassero


« Ond’io, che solo innanzi a li altri parlo,
ti priego, se mai vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,
che tu mi sie di tuoi prieghi cortese
in Fano, sì che ben per me s’adori
pur ch’i’ possa purgar le gravi offese. »
(Purgatorio V, 67-72)
[post lungo in cui in un gioco di malta e cazzuole l’editore si chiede dove va a posizionarsi questo libricino sulla grande mappa della transizione al digitale][disclaimer: la curatrice del libro di cui straparlo in queste note condivide, dissociandosene per ampi tratti, le sorti della baracca qui, dettaglio che andrebbe senza indugio annoverato tra quelli in cui sta ormai da tempo il diavolo]

[ah, collaboro anche con l’editore altro, quello che lo ha dato alle stampe, su progetti di marketing editoriale]

 

La regola aurea scolpita nel basalto recita così: ci sono tre cose di cui un editore digitale dovrebbe evitare di parlare nell’ingannare il proprio tempo:
1. la morte del libro
2. la chiusura delle librerie indipendenti
3. i libri in uscita legati (a qualunque titolo) al digitale.
Io me ne guardo bene da un pezzo, non fosse che un’altra regola aurea un po’ più aurea delle altre stabilisce che ogni regola aurea incontra prima o poi le forche caudine che più le si attagliano: nel mio caso l’uscita per i tipi di mondadori di 2012 cose da fare prima della fine del mondo.