di cosa parliamo quando parliamo di Instant Self-Publishing

“la bellezza salverà il mondo in pdf” (azael)[/caption]

(Questo post è liberamente attratto dal mio intervento all’International Journalism Festival di Perugia)

Viviamo in un mondo in cui il giornalismo deve fare i conti con pochi semplici punti fermi. Le cose semplici non sempre sono le più difficili, ma quasi. Se nel 2003 Barbara Sgarzi doveva incitare i commentatori di Cosmopolitan a pubblicare sul sito (e il suo “scrivete, scrivete, scrivete” era stato accolto da un sonoro “ma scrivetevelo voi sto giornale”) oggi al contrario siamo travolti dai contenuti di ogni ordine e grado e dovremmo quasi tagliarle, le mani, ai commentatori per farci largo tra miriadi di commenti per arrivare a un post o a un pezzo autoriale. Continua a leggere “di cosa parliamo quando parliamo di Instant Self-Publishing”

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un pezzo alla volta

ogni volta che un pezzo di milano se ne va sento dentro uno spaesamento  disperante. Già Milano è una brutta e mal combinata città – diceva Gadda, che in fondo l’amava – se poi vai anche a perdere i riferimenti, i salva-vita, tutto sembra perduto (e lo è).
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Twittare non nuoce

Mattia Moreni

Mattia Moreni, Lungimiranze

Negli ultimi anni ho compiuto alcune scelte improvvise (qualcuno dice improvvide). A caldo non ho saputo bene spiegarmele. Dopo vent’anni, ad esempio, ho smesso di fumare i sigari toscani. Smettere si può, è vero. Quello che mi ha stupito non è stato tanto il fatto di aver smesso dalla sera alla mattina: mi ha stupito molto di più il fatto di aver smesso all’improvviso senza averlo deciso prima. Perché? In apparenza il motivo è inspiegabile. Certo, alcune componenti sono palesi: forza di volontà, determinazione, senso del controbalzo. Continua a leggere “Twittare non nuoce”

::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::

il testo non finisce né inizia mai

è il fiume che scorre impetuoso

ed oggi uno tsunami verbale ci travolge tutti

un oceano liquido di parole

un lago immenso

allagati e persi

naufraghi del pensiero

quello che scriviamo è il peggio

quello che dimentichiamo il meglio Continua a leggere “::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::”

::: Scrivete! :::

------------>"Hai saputo?" <------------ "Cosa?"-----------------> "È arrivato" <-------- "Chi?" ------> "Il momento"

Tradizione vuole che il writecamp  si apra con un mio intervento “che non si capisce”. Quest’anno ho rinunciato, preferendo mettere in scena una scrittolettura. È il testo che segue. Interprete a sorpresa (per lui, che non lo sapeva) @azael, che ringrazio di cuore. L’idea è quella di incoccare la scrittura nel suo farsi: la lettura segue, dettata dalla voce scrivente (Carmelo Bene è pazzo). gz Continua a leggere “::: Scrivete! :::”

due anni dopo

due anni dopo / ancora quella faccia

Due anni fa al Writecamp  ci eravamo detti che l’editoria digitale non è semplicemente data dal passaggio agli ebook ma ha soprattutto a che fare con l’integrazione di lettura e scrittura in un’unica modalità iper connessa. Allora sembravamo piovuti da Marte, ma forse questi due anni non sono passati invano.

Proviamo ad allineare alcuni elementi:

Siamo talmente abituati a un flusso che anche le grandi narrazioni non finiscono più (per cui Batman muore ma non muore, robe così) Continua a leggere “due anni dopo”