::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::

il testo non finisce né inizia mai

è il fiume che scorre impetuoso

ed oggi uno tsunami verbale ci travolge tutti

un oceano liquido di parole

un lago immenso

allagati e persi

naufraghi del pensiero

quello che scriviamo è il peggio

quello che dimentichiamo il meglio Continua a leggere “::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::”

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discorsi un po’ del cassero


« Ond’io, che solo innanzi a li altri parlo,
ti priego, se mai vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,
che tu mi sie di tuoi prieghi cortese
in Fano, sì che ben per me s’adori
pur ch’i’ possa purgar le gravi offese. »
(Purgatorio V, 67-72)
[post lungo in cui in un gioco di malta e cazzuole l’editore si chiede dove va a posizionarsi questo libricino sulla grande mappa della transizione al digitale][disclaimer: la curatrice del libro di cui straparlo in queste note condivide, dissociandosene per ampi tratti, le sorti della baracca qui, dettaglio che andrebbe senza indugio annoverato tra quelli in cui sta ormai da tempo il diavolo]

[ah, collaboro anche con l’editore altro, quello che lo ha dato alle stampe, su progetti di marketing editoriale]

 

La regola aurea scolpita nel basalto recita così: ci sono tre cose di cui un editore digitale dovrebbe evitare di parlare nell’ingannare il proprio tempo:
1. la morte del libro
2. la chiusura delle librerie indipendenti
3. i libri in uscita legati (a qualunque titolo) al digitale.
Io me ne guardo bene da un pezzo, non fosse che un’altra regola aurea un po’ più aurea delle altre stabilisce che ogni regola aurea incontra prima o poi le forche caudine che più le si attagliano: nel mio caso l’uscita per i tipi di mondadori di 2012 cose da fare prima della fine del mondo.

Vanity Blog/Letteratura portatile (verso un capitalismo psicogeografico)

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