precari senza orologio

C’è un piccolo esercito di persone che, senza dichiarare guerra a nessuno, ha scelto quello che, quando imposto, viene definito precariato. Sono una di loro e lo sono soprattutto perché l’idea di dovermi alzare la mattina per vestirmi e scaraventarmi in un altro posto dove stare per un tot di ore senza poter uscire mi è sempre sembrata strana. Non noiosa, faticosa o pesante: strana. Non vedo niente di male nel vendere il mio tempo, le mie capacità e la mia disponibilità: trovo solo strano doverlo fare in un posto altro, spesso rumoroso e abitato da persone che mai avrei scelto di frequentare e doverlo fare in un tempo preciso, non entro un tempo preciso come sarebbe naturale. Continua a leggere “precari senza orologio”

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