::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::

il testo non finisce né inizia mai

è il fiume che scorre impetuoso

ed oggi uno tsunami verbale ci travolge tutti

un oceano liquido di parole

un lago immenso

allagati e persi

naufraghi del pensiero

quello che scriviamo è il peggio

quello che dimentichiamo il meglio Continua a leggere “::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::”

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4 e 2 sei –> the King is gone

Scorro velocemente i miei proclami:

“Tranquilli, vi pubblicherò tutti”

“il Self-Publishing è come stampar moneta”

Chi scrive millanta. E se l’autore millanta, l’editore non è altro che il pusher, il portatore malsano, l’emittente in prodotti derivati tossici di questo millantare.

L’editore nonlegge, figuriamoci se pubblica. L’editore è una brutta persona, l’editore è blasfemo, si nasconde, l’editore sfugge e si mimetizza. L’editore non ha un catalogo: bleffa, è evidente che bleffa.
Forse è venuto il tempo di fare un po’ meno sul serio. Visto che è oggi, voglio farmi un regalo di compleanno: pubblicarvi tutti, vedere come pubblicarvi tutti. Continua a leggere “4 e 2 sei –> the King is gone”

4. Quotarsi al buio, o il paradosso di Facebook

 

“La galleria è una notte per gioco,/

è corta corta e dura poco.//

Che piccola notte scura!/

Non si fa in tempo ad avere paura.”

Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra, Torino, 1960

e Luca Andreoni,  Tunnel, 2005-2006

 

Una galleria, di notte, sospesa in mezzo all’autostrada. Magari ti ci avventi incontro ai centocinquanta all’ora, le ruote che pulsano ipnotiche sulle intercapedini del viadotto, il cemento ti mozza il respiro e PAM! sei dentro, solo buio, anche di giorno. Ad aumentarlo, le lame di luce rasentano l’occipite in un singulto a raffiche, per finire affondate nel pozzo che pulsa là in fondo: l’uscita, corpo abbagliante in una promessa di cecità. Continua a leggere “4. Quotarsi al buio, o il paradosso di Facebook”