non correre

noncorrere
Ammettilo: questa città è ostile alla forma di vita “Persona”. Per un po’ di tempo ho pensato di resistere, di andarmene, di obiettare. Poi ho capito. Ho capito che questa città me la devo reinventare. Da capo.
Partendo dal punto esatto in cui la realtà batte il piede e salta verso il possibile. La realtà, infatti, non va superata: va saltata. Mimeticamente. Continua a leggere “non correre”

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biglietto lasciato prima di nonpartire

The Publisher was here

L’editore va a New York. Forse.

Rispetto alla traversata di Philip Petit del ’74 devo riconoscere che le incognite sono indubbiamente aumentate.
Lui aveva potuto contare su: un filo, le torri gemelle e lo skyline di Nouva York come spazio di pubblicazione. Continua a leggere “biglietto lasciato prima di nonpartire”

::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::

il testo non finisce né inizia mai

è il fiume che scorre impetuoso

ed oggi uno tsunami verbale ci travolge tutti

un oceano liquido di parole

un lago immenso

allagati e persi

naufraghi del pensiero

quello che scriviamo è il peggio

quello che dimentichiamo il meglio Continua a leggere “::: correndo a perdifiato sul nastro trasportatore :::”

::: Scrivete! :::

------------>"Hai saputo?" <------------ "Cosa?"-----------------> "È arrivato" <-------- "Chi?" ------> "Il momento"

Tradizione vuole che il writecamp  si apra con un mio intervento “che non si capisce”. Quest’anno ho rinunciato, preferendo mettere in scena una scrittolettura. È il testo che segue. Interprete a sorpresa (per lui, che non lo sapeva) @azael, che ringrazio di cuore. L’idea è quella di incoccare la scrittura nel suo farsi: la lettura segue, dettata dalla voce scrivente (Carmelo Bene è pazzo). gz Continua a leggere “::: Scrivete! :::”

::: Come si attraversa Milano in bicicletta :::

pedalando Buzzanca

Non lo so. Ma so che quando gallizio ieri mi ha posto la domanda, ho pensato al perché oggi io mi muova per Milano soprattutto in bicicletta. È certamente una cosa buona muoversi in bici: nel mio caso questa decisione ambientalista, intelligente, altruistica, nasce da profondi, schifosi, laidi egoismi. Non sono certo il primo a ricordare che dai propri egoismi possano venire cose buone: e in questo caso la mia mobilità a due ruote arriva da schifezze come superbia, avarizia, accidia e gola. Siamo quindi nel campo dei peccati capitali ritenuti individualmente sconvenienti da qualche millennio, che però oggi, riciclati, portano a qualcosa di positivo collettivamente. Continua a leggere “::: Come si attraversa Milano in bicicletta :::”

::: open up your brains :::

“Meraviglia!”, mi dice sempre, con la sua voce crepasmalti da derviscio.
Devo molto a Salvatore Iaconesi, l’unica persona che conosco in grado di rendere divertente anche lo scacciafighismo geek più sfrenato.
Ha il talento della semplicità inarrestabile che dischiude l’inaccessibile:
chiuso / “Meraviglia!” / [risata] / aperto.Semplice, no?
No, ma con lui sì: facile arrivare alla cosa stessa della cosa.
Ogni volta trova il modo di insegnarmi qualcosa. qualcosa di decisivo. Lo penso da sempre, senz’altro da quando mi ha insegnato con la FakePress crew che cos’è uno spazio di pubblicazione. Anche ieri, ovviamente. Ieri l’ho sentito per ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per pleens (incomprensioni comprese 🙂 Continua a leggere “::: open up your brains :::”

1. La caffettiera del masochista

L’estate fresco-torrida è arrivata, i tweet impazzano febbrili nelle timeline,  sulle spiagge, nelle baite, negli autogrill o a casa vostra in mutande & canottiera, in tutti i laghi e in tutti i luoghi. Potevamo non farci trovare pronti? Sì, ovviamente, anzi: è capitato quasi sempre. Ma stavolta no: contro ogni pronostico, a partire da questo post iniziamo ad abbozziamo le idee che possono tornare utili per orientarsi sul tema della scrittura geolocalizzata. Usciranno un po’ a casaccio, in un disordine ordinato, ve ne farete una regione. Continua a leggere “1. La caffettiera del masochista”