4 e 2 sei –> the King is gone

Scorro velocemente i miei proclami:

“Tranquilli, vi pubblicherò tutti”

“il Self-Publishing è come stampar moneta”

Chi scrive millanta. E se l’autore millanta, l’editore non è altro che il pusher, il portatore malsano, l’emittente in prodotti derivati tossici di questo millantare.

L’editore nonlegge, figuriamoci se pubblica. L’editore è una brutta persona, l’editore è blasfemo, si nasconde, l’editore sfugge e si mimetizza. L’editore non ha un catalogo: bleffa, è evidente che bleffa.
Forse è venuto il tempo di fare un po’ meno sul serio. Visto che è oggi, voglio farmi un regalo di compleanno: pubblicarvi tutti, vedere come pubblicarvi tutti. Continua a leggere “4 e 2 sei –> the King is gone”

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2. I conti senza tasca

Gli astri nascenti sono piccoli e delicati. Se non stai attento li puoi confondere con le meteore o, peggio, con le stelle adulte, che so? una nana gialla, che forse i bambini non lo sanno ma rilucono di luce morta. Sì, insomma, le stelle sono come le nuvole: ci puoi giocare, guardarle e riguardarle, vederci i disegni e se sei bravo  puoi trarne persino delle profezie (meglio se sai leggere a volo d’uccello). Le puoi anche contare se vuoi, al massimo ti viene sonno, ma stai pur tranquillo che se le distruggi no, non è stata la fantasia.
Twitter è un po’ così: un gioco informe, intatto, ma scompigliabile dal vento. E come tutti i giochi va preso sul serio, pena non riuscirci a giocare. Continua a leggere “2. I conti senza tasca”

1. La caffettiera del masochista

L’estate fresco-torrida è arrivata, i tweet impazzano febbrili nelle timeline,  sulle spiagge, nelle baite, negli autogrill o a casa vostra in mutande & canottiera, in tutti i laghi e in tutti i luoghi. Potevamo non farci trovare pronti? Sì, ovviamente, anzi: è capitato quasi sempre. Ma stavolta no: contro ogni pronostico, a partire da questo post iniziamo ad abbozziamo le idee che possono tornare utili per orientarsi sul tema della scrittura geolocalizzata. Usciranno un po’ a casaccio, in un disordine ordinato, ve ne farete una regione. Continua a leggere “1. La caffettiera del masochista”

discorsi un po’ del cassero


« Ond’io, che solo innanzi a li altri parlo,
ti priego, se mai vedi quel paese
che siede tra Romagna e quel di Carlo,
che tu mi sie di tuoi prieghi cortese
in Fano, sì che ben per me s’adori
pur ch’i’ possa purgar le gravi offese. »
(Purgatorio V, 67-72)
[post lungo in cui in un gioco di malta e cazzuole l’editore si chiede dove va a posizionarsi questo libricino sulla grande mappa della transizione al digitale][disclaimer: la curatrice del libro di cui straparlo in queste note condivide, dissociandosene per ampi tratti, le sorti della baracca qui, dettaglio che andrebbe senza indugio annoverato tra quelli in cui sta ormai da tempo il diavolo]

[ah, collaboro anche con l’editore altro, quello che lo ha dato alle stampe, su progetti di marketing editoriale]

 

La regola aurea scolpita nel basalto recita così: ci sono tre cose di cui un editore digitale dovrebbe evitare di parlare nell’ingannare il proprio tempo:
1. la morte del libro
2. la chiusura delle librerie indipendenti
3. i libri in uscita legati (a qualunque titolo) al digitale.
Io me ne guardo bene da un pezzo, non fosse che un’altra regola aurea un po’ più aurea delle altre stabilisce che ogni regola aurea incontra prima o poi le forche caudine che più le si attagliano: nel mio caso l’uscita per i tipi di mondadori di 2012 cose da fare prima della fine del mondo.